Italia: saluto del Direttore del JRS Italia a Papa Francesco
11 settembre 2013

Crediamo nel Vangelo e sappiamo che il limite delle risorse si può superare se siamo capaci di condividere ciò che siamo e abbiamo, lì dove siamo, confidando nella Provvidenza (Alessia Giuliani/JRS).
Desideriamo vivere con coraggio la sfida di un mondo ancora troppo ingiusto, dove le risorse non mancano ma sono ingiustamente distribuite. Desideriamo servire per arrivare a sentirci parte di un'unica Comunità, dove nessuno rimane solo, dove nessuno è escluso dalla possibilità di una vita degna e giusta.
Roma, 11 settembre 2013 – Padre Giovanni La Manna, direttore del JRS Italia, ha pronunciato il seguente discorso alla Chiesa del Gesù in occasione della visita di Papa Francesco al Centro Astalli (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati in Italia).

Muy Querido Papa Francesco,

La Sua presenza qui con noi è motivo di grande allegria: è un segno concreto dell'amore di Dio per gli ultimi e motivo di consolazione, di speranza. Il Vangelo ci ricorda che: "Beati sono gli afflitti perché saranno consolati, beati sono i perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli".

Dio ha donato alla sua Chiesa Papa Francesco, che da subito ha parlato ai nostri cuori di misericordia, di speranza, di coraggio, di essere poveri per i poveri e di essere testimoni.

La Sua testimonianza e le Sue parole ci confermano nel desiderio di servire i rifugiati e le rifugiate, persone di ogni età e nazione, costrette a scappare a causa di guerre e persecuzioni, che hanno sperimentato il carcere e la tortura. Come oggi ha modo di vedere con i Suoi occhi, spesso sono donne e uomini molto giovani, bambini e nuclei familiari.

La Sua testimonianza e il suo essere qui con noi ci ricorda l'importanza d'essere disponibili all'incontro con quanti nella loro vita hanno già pagato un prezzo altissimo, dovendo lasciare tutto e affrontando una fuga che troppe volte li espone alla morte. La Sua preghiera a Lampedusa, un viaggio che ha significato molto per tutti noi, ci ha ricordato che molti perdono la vita in mare perché lasciati soli dall'indifferenza di troppi. Tutti dovremmo sentire sulla nostra coscienza il peso di queste morti: ci aiuterebbe a vivere con gli occhi aperti e le coscienze sveglie.

Papa Francesco, tutti noi che facciamo parte della famiglia del Centro Astalli - gesuiti, operatori e i tanti volontari - viviamo il desiderio d'accogliere in maniera progettuale i rifugiati e le rifugiate e ci preoccupiamo di stabilire una relazione con loro. Accogliere i rifugiati ci apre al dialogo con altre culture e altre religioni e ci porta a condividere la speranza di quanti hanno la fortuna di giungere vivi in Italia e in Europa per vivere in pace.

Ringraziamo il Signore per averci mantenuti, in tutti questi anni, alla scuola degli ultimi che ci offre l'opportunità di crescere umanamente e spiritualmente. I rifugiati ci insegnano giorno dopo giorno il significato della fede e della speranza, gli unici bagagli con cui arrivano da noi.

Papa Francesco, tutti i giorni nell'incontro con i rifugiati in difficoltà ciascuno di noi sperimenta il limite della propria umanità. Questo ci mette in crisi, ma allo stesso tempo ci mantiene vivi, irrequieti e sollecita la nostra fantasia e intelligenza per ricercare nuove strade per rispondere ai tanti bisogni e difficoltà che vivono le persone che accogliamo. La povertà aumenta e assume connotati nuovi: la crisi che viviamo è innanzitutto culturale e umana, prima ancora che economica.

Papa Francesco, alla Sua Benedizione e preghiera affidiamo il desiderio di rimanere fedeli alla nostra vocazione con gioia e coraggio. Con Lei affidiamo a Dio il desiderio di uscire da noi stessi e riconoscere in questi nostri fratelli e sorelle il volto di Cristo. Desideriamo vivere con coraggio la sfida di un mondo ancora troppo ingiusto, dove le risorse non mancano ma sono ingiustamente distribuite. Desideriamo servire per arrivare a sentirci parte di un'unica Comunità, dove nessuno rimane solo, dove nessuno è escluso dalla possibilità di una vita degna e giusta.

Crediamo nel Vangelo e sappiamo che il limite delle risorse si può superare se siamo capaci di condividere ciò che siamo e abbiamo, lì dove siamo, confidando nella Provvidenza.

Papa Francesco, siamo molto contenti per la Sua presenza, preghiamo per Lei, La affidiamo alla Vergine e all'intercessione di san Francesco e di san Ignazio e contiamo sulla Sua Paterna Benedizione soprattutto per i rifugiati e le rifugiate qui presenti e per quelli di tutto il mondo.